Microbiota: sempre più evidenze sull’asse intestino-cervello

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gut-brain-axisSembra ormai la parola magica della salute e del benessere. Microbiota. Magari potrà sembrare che l’argomento sia diventato di moda. Che sia esploso come tante altre cose che nel tempo riguardano la nostra salute. Il fatto è, invece, che mai come prima d’ora, a livello mondiale, si stanno facendo ricerche su quegli esserini microscopici che sguazzano liberi e, si spera, buoni, all’interno del nostro intestino. Popolazione di microrganismi complessivamente chiamati “microbiota” (nella vecchia sviante dizione “flora intestinale” o “flora batterica intestinale”). Nell’evoluzione della specie umana, nella composizione del nostro organismo, delle nostre cellule, il “fuori” è diventato pure “dentro”. Vedi ad esempio il microbiota. Vedi ad esempio i mitocondri. Noi siamo contemporaneamente “dentro” e “fuori”, fuori e dentro, mondo esterno e mondo interno. In continua simbiosi. E lo dimostra pure l’epigenetica.

Su questa storia del microbiota è sempre più certo, dimostrato, un collegamento diretto, continuo, costante, tra cervello e intestino. Ciò…

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Enzo Soresi: a proposito di antibiotici chinolonici e danno mitocondriale

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51iBaZdluXL._SX331_BO1,204,203,200_La paziente entrò  in studio trascinandosi una valigia,  come se fosse appena sbarcata da un aereo. Si trattava di una donna di media età, in leggero sovrappeso e con un cognome di origine tedesca. Immediatamente iniziò il suo racconto tutto incentrato su una terapia effettuata, circa 10 anni prima,  in occasione di una diagnosi clinica di polmonite. Si trattava di un  antibiotico, chinolonico, assunto alla dose di 500 mgr al giorno per 10 giorni. Dopo pochi giorni, a suo dire, iniziarono tutti i suoi guai fisici  caratterizzati da dolori muscolari diffusi, crampi agli arti inferiori, spasmi ai piedi, insufficienza muscolare, difficoltà respiratoria, senso di confusione mentale con perdita dell’equilibrio. Insomma una catastrofe a suo dire insorta dopo quei 10 giorni di terapia con il farmaco prescritto da suo medico curante. Da che nuotava tutti i giorni circa un’ora al giorno la paziente si ritrovò impossibilitata a qualsiasi attività fisica, praticamente…

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False memorie: una indagine italiana

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Memorie_OKOKMi capita, a volte, di chiedermi se un certo ricordo si riferisca a qualcosa di realmente avvenuto oppure no. Non si tratta di qualcosa di nitido, ben definito, inquadrabile nel tempo e nello spazio. Come può essere un luogo, un incontro, un avvenimento. Si tratta piuttosto di una sensazione. Uno stato emotivo. Tanto da chiedermi se quella sensazione si riferisca alla vita reale di tutti i giorni, oppure ad un sogno. E in quelle circostanze, se ci riflettiamo, ci rendiamo conto di quanto il confine tra “reale” e “onirico” sia alla fin fine, per il nostro cervello, qualcosa di labile. Di molto sfumato.

Del resto quando dormiamo e sogniamo, per il nostro cervello quella che viviamo nello stato onirico è la realtà. Così quando siamo svegli: ciò che viviamo e ciò che ci circonda, per il nostro cervello e per la nostra mente è quanto definiamo “realtà”. Cosa che poeti…

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Il sacrificio del cervo sacro: il contagio della follia e dell’irrazionale

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ilsacrificiodelcervosacro_manifesto-1-11.jpgUn film di Yorgos Lanthimos non è mai scontato. Banale. Strano, sì, certo. Strambo, per alcuni. Ma meno male che esistono ancora registi capaci di rischiare come Lanthimos. Con film che si ricordano, fanno pensare. In cinema non è, non deve essere, solo intrattenimento, solo svago. Però ci devono ancora essere spettatori disposti a riflettere, pensare, grazie a un film. Per chi va al cinema per passare un paio d’ore senza pensieri, Il sacrificio del cervo sacro è decisamente sconsigliato. I pensieri non li toglie, li dà. E pure gli incubi.

In sala, domenica pomeriggio, oltre a me, c’erano quattro donne. Due se ne sono andate all’intervallo, inopportuno, del primo tempo. Intanto il titolo. Che rimanda alla tragedia greca. A un passato arcaico. Tribale. Rituale. Che però si svolge nella contemporaneità. Nell’oggi. Ma la follia, l’irrazionale, non hanno tempo né luogo. Si possono fare strada, inserire in ognuno di noi, come…

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Intervista a Dean Buonomano: il tuo cervello è una macchina del tempo

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Neurobioblog_IlTuoCervelloèUnaMacchinaDelTempo (2)Immaginata in decine di film, telefilm, serie tv, fumetti, videogiochi, racconti e romanzi di fantascienza. A partire da quel La macchina del tempo di H. G. Wells. E di quell’incantevole, suggestivo film, quello originario ispirato al romanzo di Wells, che avrò visto almeno una dozzina di volte, e ogni volta ne sono rapito, L’uomo che visse nel futuro del regista George Pal. Per non parlare della saga di Ritorno al futuro.

Sono affascinato, anzi ossessionato dai viaggi nel tempo. Se davvero esistesse la macchina del tempo mi offrirei subito volontario. Anche a rischio di non fare mai più ritorno. Nel passato o nel futuro. Più facile si vada nel passato, che ha lasciato una traccia, sostengo alcuni. Va bene. Fatemi approdare ai tempi degli alchimisti. Fatemi girovagare tra alambicchi e atanor di trasmutatori di metalli. Fatemi incontrare Giordano Bruno. Dialogare con Cagliostro. Fatemi assistere alle sedute pubbliche di magnetismo…

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Un cervellino Neanderthal? Me lo faccio in laboratorio. Con gli organoidi

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MUOTRISegnatevi questo termine, di cui sentirete parlare sempre più spesso, che non è un insulto: organoidi. Gli organoidi sono “similorgani”, “miniorgani” prodotti in laboratorio che simulano la struttura e il funzionamento dell’organo reale. Si possono praticamente realizzare organoidi di qualsiasi organo umano. Compreso il cervello. Immaginatevi le possibilità di ricerca. Tra l’altro gli organoidi permetterebbero di superare l’antico problema etico della sperimentazione animale.

Bene, le possibilità di ricerca sono talmente tante, non solo in medicina, che una tecnica combinatoria (Dna antico, editing genomico Crispr e organoidi ricavati da cellule staminali) sta permettendo a due gruppi di ricerca di includere geni di Neanderthal in cellule staminali. Arrivando di fatto a coltivare in vitro “minicervelli” di Neanderthal.

Questi studi non sono ancora stati pubblicati, ma se ne ha notizia attraverso fonti autorevoli come la rivista Science. “Nessuno di questi lavori è stato pubblicato”, scrive Jon Cohen su Science, “ma Alysson…

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Ingannando Houdini: intervista ad Alex Stone

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AlexStoneAlex Stone è una figura interessante nel panorama dell’arte magica. Perché non è solo un prestigiatore. Non è solo un illusionista addentro alle varie tecniche cartomagiche, oppure mediante monete e tutte le altre possibilità che offre di ingannare i sensi e la mente del prossimo la cosiddetta magia “a vista” (tecnicamente micromagia, in lingua close-up magic). Per eseguire questi numeri magici con efficacia occorrono anni e anni di studi teorici, ma soprattutto pratici. Allenamento continuo. Per alcuni addirittura ossessivo. Meglio se sotto la guida di maestri esperti. Professionisti magari pluripremiati nei vari consessi internazionali. Alex Stone si racconta appassionatamente, ironicamente e pure spudoratamente, in questo suo libro di memorie magiche: Ingannando Houdini. Prestigiatori, mentalisti, patiti di matematica e poteri nascosti della mente.

Una vera e propria autobiografia, unica nel suo genere, degna di un film, di cosa significhi, cosa debba affrontare chi si avventuri, da zero, lungo il…

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